lunedì, 03 novembre 2008
Dal blog Marginalia pesco una bella iniziativa  per cui riesumo il mio blog oramai morto e sepolto:

Venerdì 7 novembre alle ore 18 a XM24 (v. Fioravanti, 24 - Bologna), in occasione del 64° anniversario della battaglia di Porta Lame, il Laboratorio Femminista Kebedech Seyoum presenta all'interno della terza edizione di R-esistenze:

Donne e lesbiche negli anni del nazifascismo tra resistenze, sopravvivenze e complesse complicità

Lidia Martin: Le poche feroci: donne in armi nella Resistenza
Paola Guazzo: Fuori e dentro la norma. Considerazioni sulla soggettività lesbica durante il nazifascismo
Graziella Bertozzo: presentazione della mostra Le SS ci guardavano: per loro eravamo come degli scarafaggi, a cura di Azione Gay e Lesbica Firenze

Proiezione di alcuni estratti del documentario di Alessia Proietti Bandite (2008). Sarà presente la regista

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Durante la giornata in piazza dell'Unità e nel corso della serata a XM24 sarà allestito un book shop a cura del Laboratorio con pubblicazioni su antisessismo, antirazzismo, antifascismo nonchè sull'interrelazione di classe, "razza", genere e sessualità (da Zapruder a Controstorie e oltre ...). Lo spazio è disponibile per l'esposizione/diffusione di materiali sul tema proposti da chi partecipa. Contattateci. Al book shop sarà anche possibile acquistare i biglietti per la manifestazione romana del 22/11 contro la violenza maschile sulle donne ed aderire alla campagna Manette? No grazie, sto con Graziella.
postato da: franfran87 alle ore 15:07 | Permalink | commenti
categoria:resistenza
giovedì, 17 aprile 2008
C'è una bella iniziativa che sta girando in rete L'ho scoperta solo adesso e voglio aiutare a farla conoscere.

Si chiama
Radici Resistenti - 25 aprile - 250 bloggers
e possono aderire tutti i blogger interessati.

E' stata lanciata dal sito
Mondine 2.0 - Di madre in figlia.

VISITATELO!!!

 http://www.mondine.it/radici-resistenti/

E, se fate come me, aderite!!!



I blogger che aderiscono possono pubblicare un badge o un ribbon, o passare parola ad altri bloggers, o pubblicare un post sul 25 aprile, insomma, rilanciare l'iniziativa, una cosa che di solito mi piace, perché va avanti solo se noi ci diamo da fare e se mandiamo un messaggio che sa incontrare gli altri, per fare delle battaglie insieme.
E poi mandano una comunicazione al sito Mondine 2.0 e vengono pubblicati nella lista dei blog che hanno aderito.


                                                                                              


postato da: franfran87 alle ore 23:04 | Permalink | commenti (2)
categoria:resistenza
venerdì, 28 marzo 2008
CI SONO!!!


Nel doppio senso che:
finalmente torno a scrivere dopo un esame andato male, un'influenza e un amore finito...
e finalmente ho deciso come votare!


Non ho voglia infatti di astenermi, di finire nella massa delle schede bianche che poi finiscono per diventare voti in più per la maggioranza. Ebbene, pochi lo sanno, ma la legge prevede la possibilità  di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. In questo modo le schede di rifiuto sono contate e sono valide!!!
Come fare? Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si deve dichiarare che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.
Sui grandi mezzi di informazione non si parla di questa possibiltà, facciamo girare la notizia. Mi sembra un modo perfetto per chi non si sente rappresentato da nessuno dei partiti e partitini il lizza. Se siamo in molti (e in questo modo ci sarebbe qualche problema nell' assegnare i seggi vuoti) credo che la cosa sarebe notata e dovrebbero fare i conti con lo scontento, cosa che non avviene con l'astensionismo passivo!!!
Praticamente bisogna fare così:
Recarsi al seggio
vidimare il certificato elettorale e avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi ch questo venga messo a verbale
Chiedere di aggiungere a verbale una motivazione di questa scelta, per esempio "nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta

Chiedo ai pochi blogger che passano di qui e che sono d'accordo di copiare incollare questo appello nel proprio blog. Metterò qui in fondo l'elenco di coloro che hanno aderito.

postato da: franfran87 alle ore 21:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:resistenza, voto, astensionismo attivo
domenica, 02 dicembre 2007
Ora e sempre Resistenza!

Riprendo questo post dal sito di Rinascita Nazionale:



Sono preoccupato per come gli italiani stiano dimenticando cosa sia stata la Resistenza ed i valori che essa ha da sempre diffuso. Ogni giorno mi trovo a combattere "verbalmente" con numerosi cittadini italiani (ma è giusto definirli tali?) che infangano senza problemi di coscienza il sacrificio di circa 44700 partigiani, morti per liberare l'Italia da una dittatura nazi-fascista, per la libertà e per la democrazia. Mi domando dove andremo a finire di questo passo e soprattutto chi custodirà i valori della Resistenza Italiana. Quando i nostri nonni non ci saranno più, toccherà a noi farci carico di questo compito, far capire ai più giovani gli ideali che hanno mosso migliaia di italiani, uomini e donne, a rischiare le loro vite per ridare all'Italia un futuro di libertà e giustizia. Uomini e donne che hanno scelto di percorrere questa strada senza sapere dove sarebbero finiti: senza soldi, senza vestiti caldi, senza cibo, senza armi. Dall'altra parte i traditori della nostra nazione, i repubblichini, mercenari alle dipendenze dell'occupante nazista, uomini che hanno venduto la loro morale per quattro soldi ed una divisa nera, per stare dalla parte dei più forti, che hanno perpetrato una serie di stragi ai danni di donne e bambini (Marzabotto, Gorla, Borgo Ticino, Sant'Anna e San Polo in primis). Donne e bambini uccisi perchè magari un repubblichino andava a "spifferare" falsità sul loro conto (nel caso delle donne) e su quello dei loro genitori e mariti. Italiani che mandavano loro concittadini a morire solo per stare dalla parte del più forte, per avere una casa e qualche soldo in tasca. Gli ideali? Non venitemi a dire che la superiorità di una razza  o la vendita della propria Patria siano da considerarsi degli ideali perchè altrimenti andrebbe contro l'onestà intellettuale di ogni persona che si possa definire tale. Ci diranno che i partigiani si mossero soltanto a guerra finita: si risponderà facilmente che dall' 8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 non è proprio guerra finita e che dovrebbero fare questa domanda alle famiglie di quei 44700 eroi della Patria che si sacrificarono anche per gente che fa delle domande tanto inopportune e vergognose (2 anni di guerra sono tanti, o vogliamo affermare il contrario?). Ci chiederanno che i partigiani hanno causato troppi morti tra i repubblichini: gli risponderemo con forza che per liberarsi da una dittatura non servono purtroppo solo fiori, sassi e qualche bastone. Ci diranno che dagli americani è venuto il maggior contributo: e noi saremo pronti a dire che questo è fuori discussione ma faremo notare anche che gli stessi americani hanno ringraziato i partigiani per il ruolo svolto durante la campagna italiana (Ecco il testo: «Nel nome dei governi e dei popoli delle Nazioni unite, ringraziamo.... di aver combattuto il nemico sui campi di battaglia, militando nei ranghi dei Patrioti tra quegli uomini che hanno portato le armi per il trionfo della libertà, svolgendo operazioni offensive, compiendo atti di sabotaggio, fornendo informazioni militari. Col loro coraggio e la loro dedizione i patrioti italiani hanno contribuito validamente alla liberazione dell’Italia e alla grande causa di tutti gli uomini liberi. Nell’Italia rinata i possessori di questo attestato saranno acclamati come patrioti che hanno combattuto per l’onore e la libertà.» Così recitava il « Certificato al Patriota» che veniva rilasciato ai partigiani combattenti. Ogni certificato era controfirmato da un ufficiale alleato e da un comandante partigiano. Dopo la Liberazione e il disarmo dei partigiani, i diplomi vennero consegnati dalle autorità di governo, insieme ad una misera pensione, alle migliaia e migliaia di combattenti che, in tutte le città d’Italia, fra torture e fucilazioni, si erano coraggiosamente battuti contro i nazisti e i fascisti di Salò); si tratta di riscatto della nazione amici miei. Ci diranno che la Resistenza è diventata patrimonio esclusivo della sinistra: e senza dubbio gli faremo capire che la resistenza è diventato patrimonio esclusivo della sinistra non solo perche l'80% dei partigiani erano di "sinistra" (ma questo potrebbe anche non interessarci in questa discussione) ma perchè e soprattutto dall'altra parte si sputa sulla Resistenza e sui suoi valori. Aprite le braccia anche voi alla Resistenza e vedrete che diventerà un valore comune, di tutti quanti. Ho letto, approvandolo, che da sinistra non tentiamo l'appropriazione indebita di valori e significati tanto profondi come la resistenza, la liberazione ecc...semplicemente la destra ha sempre tentato di prenderne le distanze, in questo panorama è facile l'associazione partigiano->sinistra e repubblichino->destra. Mai parole furono tante veritiere. La cosa che fa più schifo è che ci sono persone che ancora oggi si permettano di scrivere le seguenti frasi: 

- i fascisti non erano vittime, erano guerrieri, i partigiani non erano delinquenti, erano persone a cui piaceva giocare a nascondino sulle montagne.

- Mi fate pena, la resistenza italiana ha fatto più danni che altro, inventado poi storie come le camere a gas o i campi di concentramento che non erano altro che centri di accoglienza come quelli che abbiamo oggi per gli extra.

- 10...100...1000 partigiani a testa in giù .Priebke libero.

Io mi sento in dovere di fare qualcosa affinchè nessuno abbia la sfrontatezza di voler equiparare un partigiano ad un fascista. Questo non si può. Rispetto per tutti i morti di ambo le parti, questo senza dubbio, ma decisa differenziazione su chi era un giusto e chi no.  Mi rivolgo a chi crede nella Resistenza, bianca o rossa che sia, e gli domando se veramente vuole continuare a subire tale rigurgito fascista e questo totale attacco a ciò che è stato il movimento popolare partigiano.
Penso sia il caso di mobilitarsi, per lo meno qui, su internet. E questo invito deve essere sentito come un dovere di tutti noi, senza distinzioni di partito, di situazione economica o di collocazione geografica.  Magari, come primo passo, possiamo darci come compito quello di scrivere un post al mese sulla Resistenza. Poi chissà, magari creare un blog comune che abbia come tema portante l'antifascismo e la valorizzazione del mondo partigiano. Uniti si può, ma vi prego, dal profondo del mio cuore, di non allentare da questo punto di vista. La Resistenza non è ancora finita, soprattutto per noi giovani. Facciamo in modo che il loro sacrificio non sia stato vano.

Ora e sempre Resistenza

postato da: franfran87 alle ore 21:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:resistenza