mercoledì, 06 febbraio 2008

Ripropongo la petizione per Kassim , cittadino italiano illegalmente detenuto in un carcere Marocchino e sottoposto a torture do ogni tipo:

Per le informazioni: 

sito web: Giustizia per Kassim

Aggiornamenti e commenti sul blog: : LIBERTÀ PER KASSIM 

Per firmare la petizione:

Abou Elkassim Britel libero e vivo / libre et vivant / free and alive
postato da: franfran87 alle ore 08:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:razzismo, kassim, violenza poliziesca
lunedì, 04 febbraio 2008
Vi di Marginalia mi gira questa lettera invitandomi a pubblicarla nel blog e a firmare la petizione. Vi giro l'invito:

Petizione per un cittadino italiano di Bergamo da anni ingiustamente detenuto in Marocco. 

Gentile Signora/Signore 
mi rivolgo a Lei per invitarLa a firmare la petizione on line per Abou Elkassim Britel, cittadino italiano di Bergamo, privato da anni dei più elementari diritti, vittima di tortura ed altre gravissime violazioni.
 

Ecco, in breve, la sua storia: 
Nel maggio del 2002, il cittadino italiano Abou Elkassim Britel, ammanettato, incappucciato, denudato, vestito di un pannolino, incatenato fu trasferito dalla CIA dal Pakistan in Marocco dove fu torturato da agenti dell'intelligence marocchina e dove ora è in carcere. 
Nel maggio 2003, liberato senza accuse, dopo una lunga e dura detenzione in segreto, al momento di rientrare in Italia, fu di nuovo rapito e fatto sparire, complici i servizi italiani. Subì altri 4 mesi di detenzione segreta e nuove torture, poi fu processato senza alcuna garanzia. Prima condannato a quindici anni di carcere, la sua pena venne ridotta a 9 anni. 
Oggi è rinchiuso nel carcere di Oukasha a Casablanca, dal quale dovrebbe uscire nel 2012. 

Kassim è innocente delle accuse di terrorismo come risulta dall'archiviazione dell'indagine italiana.  
Il Parlamento europeo ha sollecitato il governo italiano a prendere misure concrete per ottenerne l'immediato rilascio. Lo stato italiano tace e l'ingiustizia nei confronti di Abou Elkassim Britel continua.
 

Mio marito ha attuato uno sciopero della fame di 53 giorni, sospeso il 7 gennaio scorso in vista della visita di due parlamentari italiani. Gli on. Tana De Zulueta ed Ezio Locatelli l'hanno trovato in gravi condizioni di salute. È più che mai necessario ed urgente appoggiare con forza la richiesta della liberazione di un uomo che è dimostrato essere innocente. 

La Sua adesione è per noi preziosa, e di sicuro motiverebbe altri a sottoscrivere la petizione. 
Se vorrà farlo, Le chiedo anche di invitare i Suoi amici e corrispondenti a fare altrettanto, anche l' inoltro di questa mail sarà un aiuto rilevante.

La voce di tanti ci aiuterà ad ottenere la liberazione di mio marito, il ritorno ad una vita degna e di riunire la nostra famiglia. 

Grazie ed un cordiale saluto                     khadija anna lucia pighizzini 

per le informazioni: 

sito web: Giustizia per Kassim

aggiornamenti e commenti sul blog: : LIBERTÀ PER KASSIM 

per la petizione:  
Abou Elkassim Britel libero e vivo / libre et vivant / free and alive 

Un movimento in favore della scarcerazione di Elkassim – per la quale si chiede al governo italiano di impegnarsi in modo chiaro e forte – si sta sviluppando in Italia e nel mondo. Unitevi a noi !  

Bergamo, 12 gennaio 2008

 
postato da: franfran87 alle ore 18:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:razzismo, kassim, violenza poliziesca
giovedì, 08 novembre 2007


Dall'Unità on line di oggi apprendo che la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato gli ergastoli nei confronti dell'ufficiale nazista Gerhard Sommer e dei sottufficiali Geory Rauch e Karl Gropler condannati all'ergastolo dalla Corte militare d'appello di Roma per la strage di Sant'Anna di Stazzema.

Giorni fa c'era stata una richiesta di annullamento e di rinvio a una nuova corte d'appello del procuratore generale Vittorio Garino!!! Ma vi rendete conto? Mentre si scatena la caccia al rumeno e inviti alla deportazione di massa, qualcuno ha il coraggio di domandare l'assoluzione  di queste belve che hanno massacrato uomini, vecchi, donne e bambini!!!

Fortunatamente il collegio della suprema corte, presieduto da Torquato Gemelli, ha confermato la sentenza con cui, il 21 novembre del 2006, la corte militare d'appello di Roma aveva condannato al carcere a vita Gerhard Sommer, George Rauch e Karl Gropler, attualmente liberi.  Comunque in carcere non ci andranno mai, perché sono tutti ultraottantenni e quindi non carcerabili. La sentenza confermata in Cassazione ha però un valore storico e di risarcimento anche morale  nei confronti delle oltre 500 vittime dei rastrellamenti nella zona di Sant'Anna di Stazzema avvenuta nell' agosto del 1944 ad opera dei nazi-fascisti.

Mi sembra proprio il minimo in un paese come il nostro dove oramai il revisionismo storico è diventato normale. Io comunque medito sempre di emigrare in Romania ... potrei cercare lavoro in qualche fabbrichetta aperta da imprenditori italiani da quelle parti attratti dalla manodopera a basso costo ...

postato da: franfran87 alle ore 15:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:nazismo, razzismo, rumeni, revisionismo
mercoledì, 07 novembre 2007
Ma che schifo, ad avere nei documenti la cittadinanza italiana in questo periodo ti piglia proprio male ...
Se non fosse che probabilmente si rischia di passare per un razzista anti rumeno ( dopo i pestaggi e le bombe al negozio di rumeni a Roma è il minimo) emigrerei subito in Romania!
Mi stanno facendo vomitare tutti da Fini a Veltroni a Prodi passando per papa e preti ...
Non  sto neanche a darvi i link come si fa nei blog seri, tanto questo non lo legge nessuno, mettiamola cosi' è uno sfogo personale ...
postato da: franfran87 alle ore 21:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:razzismo, romania
sabato, 27 ottobre 2007


Non si contano più le volte: marocchino stupra, banda di immigrati, tre mussulmani progettavano un attentato, zingari rubano ...  per restare solo a certi titoli che mi ricordo dell'ultimo periodo. E mai dico mai che si parli dello stupratore o del "cattolico terorista" italiano, tranne se non è calabrese o napoletano. Per non parlare poi del razzismo contro le donne, le pubblicità offensive della dignità delle persone. Dove? Ma sui media ovvaimente, dai giornali alla televisione (e non solo quella di Berlusconi!!!!)

Avevo letto un post interessante qualche tempo fa (incredibile lo scambio di battute tra la blogger Marginalia e questo giornalista razzista), comunque stamattina ho trovato un articolo che riprende questo discorso e ve lo giro volentieri. Dovremmo però fare qualcosa, tipo dei gruppi di pressione (minacciando ad esempio di non leggere più i giornali se non la finiscono con questo linguaggio abominevole), o scrivere delle lettere e poi postarle nei blog tutte le volte che leggiamo questi articoli razzisti contro gli immigrati e le donne.

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Ricevo da Franco Cilenti di Lavoro&Salute, un articolo come contributo alla discussione nata in Marginalia con la pubblicazione di Sessismo e razzismo: informazione e deformazione. Prima di lasciarvi alla lettura vi ricordo la manifestazione dei migranti di sabato 27 a Brescia. Per chi parte da Bologna info sul sito del  Coordinamento Migranti.

SESSISMO E RAZZISMO, INFORMAZIONE E DEFORMAZIONE AD OPERA DEI MEDIA

di Franco Cilenti

L’informazione è fatta di messaggi visivi e di parole, scritte o parlate, spesso l’utilizzo che ne viene fatto sottostà ad una manipolazione dei contenuti delle vicende che si svolgono nella vita di tutti i giorni, manipolazione che dovrebbe starci sempre più stretta, ma che purtroppo non è così evidente, perché somministrata con arguzia e con modelli formalmente ineccepibili. Così gli avvenimenti hanno più o meno risalto a seconda di quanto l’informazione faccia o no il suo dovere, quasi che i picchi d’ascolto e l’attenzione siano essi stessi determinanti invece di come credo, debbano essere importanti i fatti in sé, indipendentemente se siano “di sinistra o di destra”, un po’ quel che succede per i libri o per i film che dovrebbero essere belli, o meglio piacere non per connotazione di parte, ma per il gusto personale del pubblico. Certo non posso pensare all’informazione come un esercizio di narrazione asettico e impersonale, l’espressione di opinioni anche divergenti è l’essenza della democrazia, il livello di attenzione sulla qualità e sulla pluralità dell’informazione deve però rimanere alto, perché per dirla in poche parole e forse scontate, il mostro si fa in fretta a crearlo, ma poi chissà qual è la realtà vera, posta tra l’oggetto-notizia e il soggetto-lettore e ancora, chissà poi come se la cava il mostro se non lo è e come se la cava se lo è … I messaggi che vengono proposti, spesso rinforzano, favorendo la formazione di una cultura fatta di stereotipi, opinioni permeate di qualunquismo e razzismo, certo molto “ben vestite”, ma sempre tali e dunque fonte di disagio per chi canta fuori dal coro e di continuo beneficio per chi muove i fili di questa operazione di dominio dei poteri forti.

Lo stesso ragionamento, penso sia applicabile su argomenti quali sessismo, lesbofobia, omofobia, razzismo anti-rom, anti-migranti, anti-tutto ciò che è diverso, scomodo, magari fastidioso, che in qualche modo ci irrita e infastidisce, perché così è. Alla mia mamma può tranquillamente dar fastidio vedere due donne che si baciano. A me può dar fastidio l’insistenza del rom al semaforo. La mia collega si può (giustamente) imbestialire di essere “sputata” ad un semaforo … tra l’umano fastidio della convivenza e l’accettazione di chi, suo malgrado, assume in sé tutto il peggio della diversità, c’è un percorso ad ostacoli, in cui fanno la parte del leone tutti coloro che per i più vari motivi soffiano sul fuoco mai sopito dell’intolleranza, trovando facilità nell’ argomentare “l’anti-tutto-ciò-che-non-è-simile-a-me” dalla nostra quotidianità di esseri umani. Scendere su terreni teorici, per me è sempre cosa faticosa, adesso è infatti il momento di domandarsi chi e perché ha interesse a non far crescere la cultura della tolleranza sia da parte di chi accoglie, che da parte di chi arriva con il suo carico di vita tanto difficile da sostenere, quanto per noi da comprendere. La cosiddetta emergenza sicurezza è l’evoluzione mediatica più facilmente accettabile per risolvere (secondo loro, ma loro chi?) i problemi che complicano la vita dei cittadini, “regolari” : le prostitute danno noia al pubblico pudore e al traffico? Nascondiamole in zone più periferiche ancora, magari riapriamo le case chiuse.

I lavavetri ci infastidiscono? Multiamoli e facciamoli soggiornare in galera, già che il sovraffollamento non è un problema. L’omossessualità ci turba? Sono tutti peccatori, indegni per avere una famiglia, andranno all’inferno e per adesso, diamoci giù con emarginazione e malinformazione, così che per esempio, tutti rischino di cadere nel vergognoso tranello di associare crimini a sfondo sessuale a tutti i gay del mondo.

Una donna si smarca da un marito violento o magari solo dal marito? Il maschio sempre più spesso si sente autorizzato a ricorrere alla violenza, fino ad arrivare a episodi drammatici come l’omicidio della donna nell’aula di tribunale, e in questo caso gli organi di informazione, se ne occupano, ma non con lo stesso impegno utilizzato con faccende più pruriginose, vedi omicidi di Cogne e simili.

La ricerca dei motivi veri che ci sono dietro tutto ciò che è disagio e che porta inesorabilmente ad intolleranza e violenza, è l’assenza più rumorosa ed evidente di tutto quello che sta succedendo, la ricerca seria di condizioni che ci pongano, tutti, in situazioni di minor disagio è quasi nulla, anzi chi lavora in tal senso c’è, ma chi lavora per vanificare ogni tentativo, ha mezzi e risorse illimitate, chi invece cerca modalità di contatto fra diverse realtà, chi combatte per trasformare tutto ciò in progetto politico, perché il progettare e il ricercare diventi realtà e terreno comune di confronto e ricerca di strategie condivisibili, si trova con pochi mezzi e facilmente oscurabili. Credo che i cosiddetti poteri forti, abbiano da guadagnarci a 360 gradi, dividi et impera è ancora una crudele realtà ed una più che esercitata attività di quanti, in doppiopetto, trovano nel disagio fonte di ricchezza, nella malinformazione voti e consenso, nella violenza la scusa per ricorrere alla repressione.

Il binomio repressione - criminalizzazione alimenta fenomeni e spazi di illegalità, spingere ancora e sempre di più “il diverso” ai margini, amplifica e favorisce, ledendo i diritti degli ultimi, situazioni di rischio per tutti. Le strategie che sfruttano, aumentandole ansia e paura, producono ulteriore insicurezza, portando la gente comune a chiudersi in casa, a inibire il contatto con l’esterno, diventando così facile preda, spesso inconsapevole, di chi con la scusa di “mettere ordine” trae vantaggi ( un potere politico ed economico esercitato senza che nessuno, o pochi, eserciti a sua volta il potere dell’espressione e della critica dato dalla democrazia ). Don Ciotti dice: - E’ giusto prendere atto della paura, ma la risposta non deve fermarsi ai sintomi del fenomeno (…) in un’ottica democratica, e progressista, la sicurezza deve essere vista come un diritto da garantire assieme ad altri diritti e non al posto di questi -.

Facendo nostra questa affermazione, è facilmente comprensibile come il suo effetto sia dirompente e come la filosofia della tolleranza e dell’accettazione dell’altro, se applicata a tutti i livelli della società, possa diventare un pericolo per chi ha fatto di razzismo, sessismo e malacultura strumento di potere. Per questo motivo, l’opposizione a questo pensiero dovrebbe coinvolgere quanto più possibile i diversi componenti della società civile ed è per questo che l’informazione assume un’importanza così grande e determinante per le sorti della democrazia e della civiltà.

postato da: franfran87 alle ore 11:48 | Permalink | commenti
categoria:razzismo, informazione razzista
giovedì, 11 ottobre 2007


Un'altro bel post dal blog di Tisbe, Il vaso di Pandora , sulla xenofobia verso gli zingari (vi ricordate la canzone di Iannacci? Io no, ma poi l'ho trovata in un altro blog (e per fortuna che esistono altri blog, io in questi giorni ho il blocco dello scrittore!  ... e anche il blocco dello studio :(

I miei post non sciorinano verità, i miei post vogliono solo instillare dubbi, perplessità, quindi questo post sarà breve e conciso. Pongo ai miei lettori solo un paio di domande, giusto per capire dove stiamo facendo rotta, se il nostro orizzonte comune è il bene dell'umanità, oppure il disastro. E' in momenti come questo che mi accorgo di sentirmi interiormante di SINISTRA estrema.

Qualche giorno fa è stato condannato il giovane Rom ubriaco che ha spezzato la vita di 4 ragazzi. Se fosse stato italiano gli avrebbero dato 6 anni e mezzo di carcere? La risposta l'avremo fra poco, quando sul banco degli imputati saliranno i due italiani che hanno investito e ucciso un bambino di soli 3 anni. Mi aspetto che anche per loro due (la cui identità è ancora segreta)  si invochi la severità della pena. Mi aspetto anche che si brucino le case degli italiani come è stato fatto per le case dei Rom.

Ad ogni modo ha ragione Lame quando dice che siamo sempre gli zingari di qualcuno. Quand'ero in Germania, alcuni bambini tedeschi mi chiamarono "zingara" per il solo fatto che ero italiana ;-)

postato da: franfran87 alle ore 10:37 | Permalink | commenti
categoria:razzismo, zingari